Abitudini e Sicurezza sul lavoro

L'abitudine si vince con l'abitudine.

Tommaso da Kempis




Nel Post precedente abbiamo illustrato il processo circolare dell’abitudine.
Prima c’è un segnale, un interruttore che dice al nostro cervello di entrare in modalità automatica e quale abitudine usare, poi c’è la routine, che può essere fisica, emotiva o mentale ed infine c’è la gratificazione in base alla quale il nostro cervello decide se vale la pena di memorizzare una determinata routine.
Il circolo segnale – routine - gratificazione con il tempo diventa sempre più automatico, segnale e aspettativa si intrecciano tra loro fino a indurre un senso di aspettativa e bisogno. E così nasce una nuova abitudine! Questo spiega perché le abitudini sono così potenti.. perché creano dei bisogni neurologici.
Le abitudini si possono modificare, sostituire e ignorare, ma dobbiamo sapere che quando si forma un’abitudine il cervello non partecipa più al processo decisionale, così a meno che non ci mettiamo a combattere questa abitudine o ne troviamo un’altra in sostituzione, il pattern si attiverà automaticamente.
Se conosciamo come funziona l’abitudine e la struttura del suo circolo è possibile attuarne un controllo. Il nostro cervello non sa distinguere tra abitudini buone e abitudini cattive, per questo è così difficile abituarci a fare attività fisica o modificare le abitudini alimentari o lavorare seguendo le disposizioni della sicurezza sul lavoro; se abbiamo sviluppato la routine di stare sul divano invece di andare a fare jogging questo modello rimane nella nostra testa. Nel 2002 alcuni ricercatori della New Mexico University si posero l’obiettivo di capire come un’attività fisica come per es. il jogging diventa abituale. Vennero studiati 266 individui che praticavano attività fisica tre volte a settimana, videro che affinché l’attività fisica potesse diventare un’abitudine era necessario ricevere una particolare gratificazione di cui sentivano un forte bisogno. Se volete cominciare a fare jogging tutti i giorni è fondamentale che scegliate un segnale chiaro e semplice (es lasciare pantaloncini e scarpe vicino al letto) e una gratificazione chiara (es. la soddisfazione di annotare i chilometri percorsi o il rilascio di endorfine provocato dalla corsa). Ma tutti gli studi hanno dimostrato che segnale e gratificazione non sono sufficienti a consolidare un’abitudine; solo quando il nostro cervello aspetta la gratificazione diventa automatico allacciarsi le scarpe da jogging tutte le mattine. Il segnale quindi non deve solo innescare una routine ma deve anche suscitare il bisogno di gratificazione. Però anche le cattive abitudini rispondono a determinati bisogni della tua vita, per questo motivo è meglio sostituire le tue cattive abitudini con un comportamento più sano che affronta lo stesso bisogno. 
Se ti aspetti di eliminare semplicemente le cattive abitudini senza sostituirle, avrai alcune esigenze che non saranno soddisfatte e sarà difficile attenersi a una routine del "semplicemente non farlo" per molto tempo.
Esempio in ambito sicurezza sul lavoro: se un dipendente non utilizza i guanti di protezione nell’esecuzione del suo lavoro, sicuramente questa cattiva abitudine risponde ad un bisogno che può essere, per esempio, quello di “eseguire le lavorazioni con agevolezza e velocità”, senza i guanti riesce a realizzare un numero maggiore di pezzi; questo comportamento diventa un’abitudine stimolata dal bisogno di facilità nel lavoro e ricompensata dai riconoscimenti aziendali in termini di buona produttività aziendale. In questo caso si può cambiare questa abitudine una volta compreso il bisogno del lavoratore (agio e velocità) e quindi, per esempio, si può decidere di lavorare sull’ottimizzazione del dispositivo di sicurezza dei guanti forniti, affinché soddisfino questo bisogno. Oppure si può lavorare sulla gratificazione premiando l’utilizzo dei guanti a prescindere dal numero dei pezzi prodotti. Abbiamo detto che solo quando il bisogno crea quel senso di aspettativa e gratificazione diventa un’abitudine che si consolida.
In termini di gratificazione l’analisi comportamentale (Behavior Analysis) definisce che tanto più la conseguenza del mio comportamento è positiva tanto più questo sarà mantenuto. Il rinforzo positivo è l’elemento centrale della Behavior Analysis che ci porta a riflettere su un’ulteriore modalità che non sempre viene utilizzata nei contesti aziendali e cioè rinforzare e premiare il comportamento corretto; mentre come vedremo la prossima volta quello che abitualmente facciamo con maggiore facilità è prevalentemente  punire o sanzionare il comportamento non corretto. È un approccio che trovate funzionale per lo sviluppo di una cultura della sicurezza aziendale?

Scritto dalla dott.ssa Carla Dell'Agli


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