TRACCIABILITA' RIFIUTI: ESIGENZA O OBBLIGO ? COSA LE AZIENDE DEVONO SAPERE




Facciamo un po’ di chiarezza sulle modalità di Tracciabilità dei Rifiuti in AziendaUn sistema articolato che comprende diversi passaggi e strumenti.
Molti sono ancora legati al vecchio sistema di Tracciabilità dei Rifiuti che prevedeva l’utilizzo del SISTRI, oggi non più in uso.



Sono molte le aziende che richiedono informazioni su tale evoluzione e su come adeguarsi.


TRACCIABILITÀ RIFIUTI: DEFINIZIONE


Innanzitutto va specificato che non esiste una vera e propria definizione di “Tracciabilità dei Rifiuti” nella normativa di settore.


Ma volendo darne una in breve, tenendo presenti i principi della Direttiva 2008/98/Ce e degli atti di recepimento nazionali:


Con il termine tracciabilità dei Rifiuti si può intendere la possibilità di seguire le modalità di gestione del rifiuto dalla sua produzione alla destinazione finale, attraverso le tracce”.

Ovvero, le evidenze documentali che siano il segno concreto di una gestione del rifiuto finalizzata alla protezione della salute umana e dell’ambiente.”



NORMATIVA SULLA TRACCIABILITA’ RIFIUTI


La normativa inerente la Gestione dei Rifiuti in Azienda, come abbiamo detto, non fornisce una definizione esatta del termine “Tracciabilità dei Rifiuti”, bensì ne definisce il concetto.


All’interno della Parte IV del D.Lgs. 152/06 era stato formalmente introdotto - con il D.Lgs. 205/2010 - un sistema di controllo della movimentazione dei rifiuti soprattutto pericolosi – denominato SISTRI.


Il SISTRI avrebbe dovuto sostituire, per determinati soggetti, la compilazione cartacea dei documenti gestionali. Ciò grazie all’utilizzo in tempo reale di una piattaforma informatica che, avrebbe “seguito” il tragitto dei mezzi di trasporto del rifiuto dal sito di produzione a quello di destinazione.


I documenti gestionali soggetti alla compilazione cartacea sono:


  • Il registro di carico e scarico;
  • I formulari di identificazione rifiuti - FIR;
  • Il modello di dichiarazione unica – MUD.



ABOLIZIONE DEL SISTRI E PASSAGGIO AL REN


L’operatività del SISTRI di fatto non è mai decollata ed il sistema di controllo è stato definitivamente soppresso dal Decreto Legge 135/2018.

Successivamente, la Legge 11/02/19 n. 12 di conversione del Decreto Legge, ha contestualmente istituito il REN.

Il REN è il "Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti". 
Ma perché questo sia effettivamente operativo, bisognerà attendere il Decreto Ministeriale che ne stabilirà le regole di utilizzo e che ad oggi non c'è.



QUALI DOCUMENTI SI USANO OGGI?


Finché il REN non sarà di fatto operativo, “la tracciabilità dei rifiuti è garantita” con gli adempimenti correlati alla compilazione dei tradizionali documenti cartacei.

Tali documenti cartacei abbiamo visto essere: il Registro di Carico e Scarico, il FIR e il MUD.



COME AVVIENE


In caso di verifiche in azienda da parte degli Organi di Controllo preposti, la prima evidenza è quella dell’incrocio dei dati tra i tre documenti ufficiali: Registro Carico e Scarico, FIR e MUD.
Tale verifica non avviene solo all'interno dell’azienda, ma anche, e soprattutto, tra più aziende tra loro collegate da un rapporto di tipo professionale. Questo perché tale confronto consente di verificare l’integrità della filiera.

La Filiera parte dal produttore e, attraverso il trasportatore, arriva all'impianto di trattamento. Da quest’ultimo, il rifiuto finisce in un impianto finale oppure rientra nell'economia attraverso il recupero.

Da qui si comprende che si va verso un’estensione del concetto di Tracciabilità dei Rifiuti in Azienda.


ESTENSIONE DEL CONCETTO DI TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI IN AZIENDA


Il concetto di "Tracciabilità dei Rifiuti in Azienda" diventa così sempre più esteso, e non ci si può fermare alla compilazione dei documenti gestionali e all'incrocio dei dati.


Proprio in virtù dei principi ispiratori della normativa comunitaria e nazionale della Gestione dei Rifiuti, la Tracciabilità comincia molto prima della semplice annotazione sul Registro di carico e scarico. E finisce dopo il rilascio della quarta copia del FIR da parte dell’impianto di destinazione.



COME SI ATTUA LA COMPLETA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI


Infatti, perché la compilazione dei tre documenti - Registro carico e scarico, FIR e MUD - si possa considerare corretta, non basta che ogni dato sia riportato al posto giusto.

Per evitare importanti sanzioni e ottemperare così al principio di Salvaguardia Ambientale, il rifiuto, da parte del produttore e/o nuovo produttore, dovrà:


  • Essere stato classificato correttamente;
  • Poi gestito in deposito temporaneo e/o stoccaggio secondo i requisiti normativi e di compatibilità ambientale;
  • Successivamente essere affidato a ditte di trasporto e impianti autorizzati e idonei. Con verifica finale dell’avvenuto recupero o smaltimento.



Ogni azione svolta da ciascun attore che prende parte alla gestione del rifiuto deve perciò lasciare una “traccia”.
A questa devono poter essere correlate le evidenze della coerenza ai principi legislativi di protezione della salute e dell’ambiente.

Autore: Ing. Marzia Carnevale - Alfa Ambiente




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