Indicatori: quanti e quali servono per decidere?

 



Recentemente l’emergenza COVID ha contribuito anche a far riflettere sul ruolo dell’informazione nei processi decisionali: molti hanno messo in discussione il ruolo degli indicatori usati per decidere quanto debbano essere restrittive le misure a cui siamo sottoposti ormai da mesi. Spesso con qualche ironia.


 


Molta parte della questione riguarda la fiducia che abbiamo nelle persone che decidono, e questa spesso si basa sull’”immagine” o sul ruolo, a volte sul successo che queste persone hanno o hanno avuto.

Ma in fondo quello che interessa, nelle questioni importanti, è che la decisione sia “giusta”, che produca cioè gli effetti desiderati.

Per raggiungere questo obiettivo è anche importante la fiducia che si ha sui dati e sugli strumenti che abbiamo a disposizione per elaborarli ed estrarre le informazioni utili alla decisione.

Qui viene in mente la frase attribuita al noto statistico W. Edwards Deming “In God we trust. All others must bring data”.

Sempre per usare l’emergenza Covid come esempio, sarebbe certamente facile a questo proposito infierire su Immuni e sul contributo che sta dando alla gestione dell’emergenza.

Ma cerchiamo di fare ordine: ogni processo decisionale è basato su quattro fattori fondamentali:

  • la conoscenza e l’esperienza del decisore
  • la sua autorità/autorevolezza (cioè la sua capacità di influire su chi partecipa al processo decisionale), 
  • la qualità del processo decisionale stesso,
  • la quantità e qualità di dati che ha a disposizione per decidere

Soffermiamoci in questo post su quest’ultimo fattore, nel contesto della gestione dell’Ambiente e della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro nelle organizzazioni mediamente complesse.

I dati per l’elaborazione degli indicatori ambientali devono essere originati per la quasi totalità dai sistemi, dagli strumenti e dai sensori di monitoraggio. Affinché i risultati siano significativi in termini di potere informativo, la rilevazione manuale deve essere residuale, limitata a poche e significative eccezioni.

Quindi i processi di miglioramento ambientale basati su sistemi di misura e indicatori, a nostro avviso, richiedono un elevato livello di automazione anche nelle fasi di rilevazione dei dati elementari.

In questo caso risulterà più agevole raggiungere un elevato grado di qualità dei dati.

Nel contesto della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la conoscenza è spesso caratterizzata da un basso livello di automazione, e da un utilizzo esteso di processi elaborativi basati su strumenti “base” come i fogli elettronici.

Inoltre, la conoscenza è spesso frutto di correlazioni tra dati la cui “proprietà” non è condivisa nelle organizzazioni, e la cui struttura è diversa nei diversi sistemi in cui i dati risiedono: ad esempio, le anagrafiche delle persone, la loro storia professionale e formativa sono solitamente patrimonio dell’area Risorse Umane, mentre gli eventi correlabili ai rischi e alla sicurezza nei luoghi di lavoro sono per la maggior parte rilevabili lungo il ciclo produttivo e manutentivo di impianti e asset fisici.

Ma per l’Ambiente e la Sicurezza l’utilizzatore finale di tutti questi dati è un altro: l’HSE è infatti l’ente aziendale che deve armonizzare i dati, correlarli, estrarre la conoscenza e produrre gli indicatori per supportare decisioni aziendalmente rilevanti come la scelta dei fornitori, la pianificazione della formazione, l’adozione di tecnologie, strumenti e procedure per la tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’HSE Manager deve poter non solo avere accesso a questi dati, ma essere messo in grado di orientare gli sviluppi e l’introduzione di tecnologie abilitanti.

Come appare evidente la soluzione sta nell’automazione, che in questo caso vuol dire IOT e industria 4.0, wearable devices. Questo sarà l’argomento di uno dei prossimi post

Veniamo agli indicatori: quanti e quali? Nel contesto HSE la risposta è relativamente semplice: quelli che servono a gestire i rischi e supportare i processi di miglioramento previsti dai sistemi di gestione.

Approfondiremo questo argomento nel prossimo post, nel quale daremo conto anche delle riflessioni condivise durante i nostri corsi su ”Analisi Degli Eventi per il Miglioramento della Salute e Sicurezza sul Lavoro e la Prevenzione degli Incidenti”.

“Stay tuned”.

 


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